Nathanael West

Signorina Cuorinfranti

Traduzione di Marina Morpurgo

 

pp. 112
13,75 x 19,8 cm
euro 12,00
ISBN 978-88-6463-038-0
cover Miss Lonelyhearts è il titolo di una rubrica che risponde alle lettere di cuori solitari e angosciati, naturalmente in gran parte femminili, su un popolare quotidiano americano. La rubrica è gestita da un giornalista disperato che nel romanzo non ha altro nome che quello della sua rubrica (Signorina Cuorinfranti, appunto). Le lettere che arrivano al giornale, firmate con disperazione e solitudine da lettrici come Disperata, Stufa-marcia-di-tutto, Delusa-con-marito-tisico, si abbattono su Miss Lonelyhearts con tutta la loro forza, lasciandolo come paralizzato davanti a tanta miserevole umanità, incapace di vivere la sua vita. La compassione per gli altri e il cinico desiderio di riscatto per sé lo agitano convulsamente e lo tormentano, finendo per provocare lo scatenarsi inevitabile della violenza. Il romanzo, del 1933, è ancora immerso nel cono d’ombra della Grande Crisi e denuncia la follia, l’alienazione umana e la falsa coscienza di una società che vorrebbe presentarsi come animata dal grande sogno americano. Un piccolo classico della letteratura americana, la cui brevità e il titolo accattivante nascondono l’ironia nera e pungente e la forza del contenuto.

 

Nathanael West (1903-1940), pseudonimo di Nathan Wallenstein Weinstein, fu direttore di albergo e sceneggiatore a Hollywood. Scomparso prematuramente insieme alla moglie in un incidente d’auto, oltre a Signorina Cuorinfranti, scrisse La vita in sogno di Balso Snell (1931), Un milione tondo tondo (1934), e il celebre romanzo su Hollywood Il giorno della locusta (1939), di prossima pubblicazione presso et al./EDIZIONI.

'...un testo di straordinaria e quasi incresciosa attualità. Racconta le peripezie, tra il tragico e il comico, del redattore di un giornale che lavora alla Posta del Cuore: dispensando consigli di buon senso e qualche perla di ignobile saggezza, il poveretto finisce col soccombere all'involontaria ma intrinseca violenza contenuta nel suo rapporto con i lettori. Se al posto di un giornale, mettete l'odierna tv del dolore, capite perché definivo incresciosa l'attualità del testo'. Mario Fortunato, 'l'Espresso' n. 18/2011
'Un concentrato di amarezza, di ferocia, di disperazione raccontato dalla prosa di un artista.' Irene Bignardi, 'Vanity Fair' 5 maggio 2011
 
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