Collana 'lacaniana'
pp. 224, 15 x 21 cm
euro 18,00
ISBN 978-88-6463-043-4
L’utopia di Artaud è stata quella di scrivere una poesia pura del 'Reale'. Il 'Reale' è un termine lacaniano che in questo contesto, prendendo le parole di un poeta, Zanzotto, che ha riflettuto profondamente su Artaud, si può sostituire con 'il mondo caotico, ribollente e amorfo insieme, che precede la parola stessa'. Infatti Artaud, sempre secondo Zanzotto, 'ci mette davanti alla continua ricaduta del magma che tende a farsi parola all’interno del mondo'.
Quella di Pierre Bruno, uno dei più autorevoli lacaniani francesi, è una lettura originale e precisa di Artaud, accompagnata da illuminanti riferimenti a Lacan, i quali dimostrano una certa convergenza tra le loro scritture: 'la posizione di Artaud non solo non è in contrapposizione con la scoperta freudiana, ma anticipa a suo modo l’incompatibilità tra desiderio e parola che condurrà Lacan a rinunciare all’epifania di una parola ‘piena’ o ‘vera’'.
L’opera si suddivide in quattro parti che corrispondono a quattro diversi sviluppi dell’opera di Artaud: il teatro, le lettere, le memorie e la poesia.
Pierre Bruno è psicoanalista a Parigi, uno dei tre fondatori dell’Association de Psychanalyse Jacques Lacan, direttore dal 2003 della rivista 'Psychanalyse'. Presso et al. è uscito nell’autunno del 2010 Ego e io, con cui si è inaugurata la collana 'lacaniana'.