pp. 256, 14,5 x 20,5 cm
illustrato
euro 22,00
ISBN 978-88-6463-067-0
La nostra è l’epoca della proliferazione delle immagini, spesso vacue, stereotipate e conformistiche, in grado di ridurci a spettatori passivi. In questo contesto, tuttavia, riescono a sopravvivere immagini dotate del potere di catturarci, implicarci, risvegliare la nostra attività critica, e persino rinnovarci. Sono quelle che il grande filosofo francese Georges Didi-Huberman considera 'vere' e da lui rilette, nell’ambito della sua vasta produzione critica, attingendo ad ambiti disciplinari diversi (storia dell’arte, psicoanalisi, antropologia, letteratura, filosofia).
L’obiettivo di questo saggio è ripercorrere le linee principali del pensiero di Didi-Huberman, per orientarsi attraverso il quale sono utili tre termini guida: sintomo (punto critico che scompagina l’ordine a noi familiare), strappo (fondo irriducibile di orrore e inquietudine presente anche nelle forme all’apparenza ideali) e anacronismo (inteso come sopravvivenza nell’ora di un portato socioculturale incancellabile legato all’allora, al cammino evolutivo della Civiltà).
Daniela Barcella è ricercatrice presso la cuvis, Scuola di Dottorato in Culture Umanistiche e Visive presso l’Università degli Studi di Bergamo, dove si occupa di teoria e analisi del testo.