pp. 116, 12,5 x 18 cm
euro 11,00
ISBN 978-88-6463-076-2
È il 1964 e Marshall McLuhan sostiene che il mondo è finito. Imploso, per opera dei mass media. Le distanze spaziali hanno perso il loro senso e il mondo diventa un villaggio globale, dove tutti sono in grado di identificare l’altro. Negli anni successivi e in modo differente l’arte più radicale e la Rete offriranno nuovi mondi. Ma con la comparsa di Facebook anche il mondo della Rete subisce un processo di implosione. Che sia allora solo il mondo dell’arte contemporanea l’unico mondo ancora rimasto, l’unico mondo dopo la fine del mondo? Con gli strumenti della filosofia – ma soprattutto della pop filosofia – Tommaso Ariemma ci conduce attraverso mostre, scandali, vampiri e rivoluzioni tecnologiche all’interno di un campo dove Facebook e l’arte contemporanea rappresentano due modi opposti di mostrare cose e persone e dove ne va della nostra identità e dell’amicizia con l’altro.
Tommaso Ariemma insegna Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Fra le sue ultima pubblicazioni: L’estensione dell’anima. Origine e senso della pittura (2009); Logica della singolarità. Antiplatonismo e ontografia in Deleuze, Derrida, Nancy (2009); Immagini e corpi. Da Deleuze a Sloterdijk (2010); Contro la falsa bellezza. Filosofia della chirurgia estetica (2011).