pp. 144, 13,75 x 19,8 cm
euro 13,00
ISBN 978-88-6463-075-5
Nove racconti esilaranti per nove malattie di 'questa era delle malattie auto-immuni, del corpo che si fa male da solo': artrosi galoppante, sindrome di Pickwick, anosmia, sindrome del tunnel carpale, somatofrenia fantastica, ossidazione dei tessuti, coprolalia, cleptomania, psittacosi.
Invenzioni surrealiste, eleganti scorribande nei doppi sensi, cortocircuiti linguistici, divagazioni in una casistica fantastica dell’ipocondria tra un Gino e una Gina che trovano il punto G anche grazie a un miracoloso alchermes color blu viagra, un grigio amico dei piccioni che si rivela un inafferrabile serial killer, un malinconico grassone affetto dalla sindome di Pickwick – irresistibile bisogno di mangiare la carta scritta, e specialmente i romanzi d’amore: 'Da quando mia moglie non c’è più mi cibo strappando pagine di romanzi d’amore, voglio estirpare le mistificazioni che essi contengono' – e altri malati immaginari prigionieri del loro morboso accanimento contro se stessi quanto dei loro paradossali rimedi.
'Sono storie. Racconti inventati a tavolino. Eppure, mentre le pagine scorrono rapidamente, a poco a poco quei frammenti narrativi … diventano specchi, pronti a riflettere la realtà che … siamo costretti a frequentare giorno dopo giorno. Diventano fasci di luce potente, che ti scrutano dentro l’anima. Che ti invitano a guardare nell’abisso, con il sorriso sulle labbra. Storie, nove storie di malattie. Immaginarie, s’intende.' (Alessandro Mezzena Lona, 'Il piccolo')
'Nove prove folgorano nove malattie di fine secolo, nutrono un manuale per color che sanno, impermeabili cioè alle magherie, ai persuasori catodici, ai trucchi in scatola, convinti che – il detto ebraico scelto come epigrafe – meglio essere il medico che il malato. Primo unguento la parola, agitata da Marina Mander con l’abilità di un artificiere, con la grazia di un regista pirotecnico, massì, con l’astuzia di un acrobata.' (Bruno Quaranta, 'La Stampa')
'Di che far fremere anche il più aggiornato malato immaginario col pungolo di un umorismo che disvela un mondo ormai fuori dai cardini, e costringe il lettore a restare in bilico tra allusioni, dissezioni e calembour.' (Geraldina Colotti, 'il manifesto')
Marina Mander scrive per la comunicazione e l’editoria. Tra le sue opere oltre alla presente raccolta, uscita originariamente col titolo Manuale di ipocondria fantastica (Transeuropa 2000), ricordiamo Catalogo degli addii con le illustrazioni di Beppe Giacobbe (2010) e La prima vera bugia (2011), entrambi pubblicati da et al./EDIZIONI.
La prima vera bugia è stato un piccolo grande caso editoriale italiano alla Fiera di Francoforte del 2011: i diritti esteri sono stati venduti in Germania, Israele, Olanda, Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Spagna.