Corrado Bizzarri

Criminali o folli

Nel labirinto della perizia psichiatrica

Corrado Bizzarri
Criminali o folli
Nel labirinto della perizia
psichiatrica
15 x 21 cm
pp. 176, € 15,00
ISBN 978-88-6463-016-8
cover Così come un tempo si accorreva nelle piazze per assistere alle pubbliche esecuzioni dei criminali, oggi i processi sono oggetto di forte attenzione mediatica e di estenuanti dibattiti fra esperti di discipline diverse, segno di quanto il crimine incuriosisca, stupisca, sgomenti.

Sempre più protagonista, nelle aule dei tribunali, uno strumento delicato e particolare vede fronteggiarsi psichiatria e diritto: è la perizia psichiatrica, con cui si tenta di stabilire se l’imputato, al momento del reato, fosse o meno in grado di intendere e di volere.

Attorno a essa si addensano, inevitabilmente, problematiche molto ampie: che cosa sono l’imputabilità e l’infermità mentale? Quando si può parlare di 'totale' o 'parziale' incapacità di intendere e di volere? Come affrontare temi di competenza politica, e non psichiatrica, quali la pericolosità sociale o l’indicazione della pena e dei luoghi di detenzione?

Questo libro cerca di fornire ai lettori gli strumenti per comprendere le difficoltà connesse all’uso della perizia e si interroga sulla sua validità scientifica, anche tenendo conto della situazione paradossale di un paese, l’Italia, in cui sono ancora in vigore le norme del Codice Rocco del 1930.

Il testo intreccia una serie di casi giudiziari celebri (dal caso Stevanin al caso Chiatti, da quello della saponificatrice di Correggio a quello più recente di Cogne, e altri) con la riflessione sui rapporti fra medicina e giustizia a partire dall’Ottocento, secolo già indagato da Michel Foucault proprio rispetto alla definizione di anormalità.

Corrado Bizzarri insegna presso la Clinica Psichiatrica dell’Università di Parma dal 1989. È stato direttore del Dipartimento di salute mentale e primario del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura presso l’ospedale di Parma. Ha svolto attività di psichiatra forense presso il Tribunale e la Procura della Repubblica della città in cui lavora, occupandosi anche di importanti casi giudiziari.

Un libro che, su questo importante discorso scientifico-legale, innesta la narrazione romanzesca, spesso anticipatrice, dei cambiamenti sociali e culturali più rilevanti. In apertura, infatti, si riporta il primo lungo racconto apparso sulla 'Rivista di Freniatria', nel 1873, che esemplifica magnificamente lo stato del problema agli albori; in chiusura, un ampio passo tratto dai Fratelli Karamazov di Dostoevskij, non così lontano dai nostri giorni.

 

 
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