Geografia dei nostri denti: ecco come sono fatti

Come sono fatti i denti? Un quesito che ricorda le interrogazioni alle scuole elementari, ma del quale molti adulti hanno dimenticato la risposta. Non è raro, quindi, leggere imbarazzo negli occhi di donne e uomini che, davanti a questa domanda posta a bruciapelo, fanno scena muta.

Addetti ai lavori a parte, infatti, non tutti hanno bene impressa nella mente la struttura e la composizione dei denti, la cui integrità è essenziale sia da un punto di vista funzionale (mangiare e parlare) che estetico. Ce ne prendiamo cura tutti i giorni e andiamo regolarmente dal dentista, ma ne ignoriamo tanti aspetti.

 

Per risolvere i dubbi di grandi e piccoli, abbiamo pensato di fare chiarezza su questo argomento. Nelle righe che seguono, ci addentreremo nel dettaglio sulla dentatura, distinguendo tra le varie componenti ed esaminandole anche al loro interno.

 

Esterno dei denti

 

Cominciamo il nostro viaggio soffermandoci sulla superficie esterna. Ogni dente è composto da una zona visibile ad occhio nudo, detta corona, e da una radice ancorata al tessuto osseo ed alloggiata nella gengiva. Ad intervallare le due parti troviamo il colletto.

Alcune informazioni riguardanti il ruolo dei denti nella masticazione ci vengono date dalla forma di ciascuno di essi:

  • Grazie alla posizione centrale, gli incisivi sono i primi a toccare gli alimenti, ragione per cui provvedono al loro taglio.
  • I canini, invece, afferrano il boccone e lo disgregano, facendo presa in modo efficace anche sui cibi più consistenti e fibrosi.
  • Molari e pre-molari servono a sminuzzare gli alimenti e a prepararli per la deglutizione. In bocca, quindi, avviene la fase iniziale della digestione.

 

Parte interna del dente

 

A questo punto, osserviamo ciò che c’è dentro: i denti, infatti non possono essere vuoti, altrimenti non vivrebbero. Possiamo immaginare di dividere ognuno di essi in due sezioni longitudinali, per visualizzarne gli strati interni.

 

L’involucro che li racchiude e li protegge è lo smalto: in buone condizioni di salute ha superficie lucida e resistente alle sollecitazioni. Una regolare frequenza nelle visite odontoiatriche aiuta a mantenerlo integro nel tempo, anche quando la giovinezza sia diventata un lontano ricordo.

 

Andando verso la parte centrale si trova la dentina, che ha una consistenza meno dura dell’esterno. Questa sostanza serve a proteggere il cuore del dente: la polpa. Morbida al tatto, fragile, fittamente innervata ed irrorata da vasi sanguigni, è responsabile della sensibilità agli urti, al dolore e alle temperature.

 

Differenze tra dentatura da latte e definitiva

 

Come tutti noi abbiamo modo di ricordare, una volta nella vita avviene la sostituzione dei denti: si passa da una dentatura decidua a quella definitiva. Questa fase di transizione si realizza tra l’età scolare e l’adolescenza, ad eccezione dei terzi molari (denti del giudizio), che possono fare la loro comparsa in età adulta o, addirittura, non spuntare mai.

 

Nella prima infanzia, quindi, abbiamo un totale di 20 elementi: 8 incisivi (4 inferiori e altri 4 superiori), 4 canini e 8 molaretti. Nel passaggio alla dentatura permanente riscontriamo un aumento nel numero e nelle dimensioni di ogni unità.

Al ricambio previsto nella parte centrale delle arcate si aggiunge, in tutte le persone, la comparsa di 8 pre-molari, 8 molari e 4 denti del giudizio, per un totale compreso tra i 28 e i 32 denti. Pertanto consigliamo, in questi periodi, di rivolgersi al dentista per una crescita ottimale.